Aiuto disdetta
Aumento di premio della complementare (LCA): il diritto di disdetta straordinaria
Quando l'assicuratore aumenta il premio di una complementare, spesso apre un diritto di disdetta straordinaria. Bisogna però agire in fretta e nella forma prevista.
Perché un aumento apre una via d'uscita
A differenza dell'assicurazione di base, la complementare è soggetta al diritto privato (LCA) e alle sue condizioni generali. Molti di questi contratti prevedono che, in caso di aumento del premio deciso dall'assicuratore, l'assicurato possa disdire in modo straordinario, cioè senza attendere la scadenza annuale ordinaria. La logica è semplice: se l'assicuratore modifica il prezzo, potete rifiutare la nuova situazione e andarvene.
Questo diritto non è però automatico in ogni caso: deve essere previsto dal contratto o dalla legge applicabile, e si esercita entro un breve termine dalla ricezione dell'avviso di aumento. Leggete con attenzione la lettera di aumento: spesso indica essa stessa la facoltà di disdire e il termine per farlo.
Agire nel termine e nella forma
La trappola classica è lasciar passare il termine. Una disdetta straordinaria deve di norma giungere all'assicuratore entro un numero limitato di giorni dalla notifica dell'aumento. Trascorso tale termine, si ricade nel regime ordinario e occorre attendere la scadenza annuale successiva. Dal ricevimento dell'avviso, annotate quindi la data limite e preparate la lettera senza indugio.
Conta anche la forma. Indicate chiaramente che disdite a causa dell'aumento di premio notificato, citate il numero di polizza e la data del nuovo premio, e chiedete conferma che il contratto terminerà alla data utile. Inviate in modo tracciabile e conservate la prova d'invio: in caso di contestazione, la data di ricezione sarà determinante.
Se tenete a mantenere una copertura complementare equivalente, verificate prima l'ammissione altrove prima di disdire: a differenza della base, un nuovo assicuratore complementare può rifiutare o limitare l'adesione.
Straordinaria o ordinaria: non sbagliare via
Di fronte a un aumento coesistono due vie e bisogna scegliere quella giusta. La via straordinaria consente di uscire subito, senza attendere la fine dell'anno, ma è soggetta a un breve termine e alla condizione che l'aumento sia davvero all'origine della partenza. La via ordinaria resta sempre aperta alla scadenza annuale prevista dal contratto, senza dover invocare un motivo.
Quando l'aumento è moderato e la scadenza si avvicina comunque, la via ordinaria basta spesso ed evita ogni discussione sul rispetto del termine straordinario. Se invece la scadenza è lontana e l'aumento importante, la via straordinaria diventa preziosa perché accorcia l'impegno. Capire in quale caso vi trovate orienta tutto il seguito.
Qualunque sia la via, ricordate che la complementare non è obbligatoria: potete disdirla senza sostituirla se non vi serve più. Ma se vi è necessaria, mettete prima al sicuro una nuova copertura, poiché l'ammissione può esservi subordinata a un esame della vostra situazione.
Formalizzare la disdetta straordinaria
Per non far scadere il breve termine, formalizzate subito. Qui potete generare una lettera che indica il motivo dell'aumento di premio, pronta da firmare e inviare. Lo strumento non riprende alcun importo inventato: si basa sui vostri dati e sul motivo che indicate.
★ Buono a sapersi
La lettera di aumento del vostro assicuratore spesso indica essa stessa il termine per la disdetta straordinaria: la prima fonte da verificare.
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Domande frequenti
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